14 febbraio 2026

I presidenti delle Conferenze episcopali di Italia, Germania, Francia e Polonia invitano a costruire un'Europa solidale, umanista e aperta al mondo e a non ridurre l'Europa a un mercato economico.  Leggi l'articolo  su Vaticannews.va. Ancora su Vaticannews.va è possibile leggere l'intervista a Viktoria Proskunia, coordinatrice del progetto "Prepariamo bambini e giovani al futuro" organizzato da Caritas Odessa e che coinvolge 60 bambini ogni 6 mesi. In Ucraina la rete della Caritas locale gestisce 39 centri sociali per minori e oltre 51 "Spazi della felicità" nelle scuole, accogliendo così ogni anno oltre 26.000 bambini e i loro genitori.  Leggi l'intervista  in cui si spiegano quali sono le attività e gli obiettivi del progetto di Odessa. L'Office of Foreign Assets Control (OFAC), l'agenzia del dipartimento della giustizia statunitense responsabile dell'applicazione delle sanzioni economiche a Paesi esteri, ha concesso nuove licenze a...

6 febbraio 2026

In Sudan è in corso una guerra dal 2023 e quasi nessuno ne parla sui media occidentali. Il conflitto vede opposti le Forze Armate Sudanesi (FAS), ossia l'esercito regalerà, e le Forze di Supporto Rapido (FSR), ma è fomentato anche da Paesi esteri che hanno interessi in questo Paese africano. Il numero di morti e di sfollati è altissimo: il conflitto ha provocato fino a oggi più di 150.000 morti e circa 15 milioni di sfollati. Più di 30 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari e oltre 26 milioni sono in stato di grave insicurezza alimentare. In questo articolo sul sito di Amnesty International sono descritti la genesi e l'evoluzione del conflitto fino a oggi. Su quest'altra pagina, del sito dell'Agenzia di stampa Dire, sono raccolte testimonianze di organizzazioni umanitarie che hanno operato in Sudan per soccorrere le persone di questo martoriato Paese. In questo articolo sul sito di Città Nuova si sottolinea la vera ragione del conflitto: il controllo dei giacimenti di petrolio e delle ricche miniere di oro e di terre rare presenti nel Paese, e si denuncia l'appoggio e la continua fornitura di armi da parte di alcuni Stati stranieri. Qui è possibile rivedere un webinar dal titolo "Guerra in Sudan: un assordante silenzio", organizzato da 18 realtà della società civile italiana e dalla comunità sudanese presente nel nostro Paese. Per seguire l'evolversi della situazione in Sudan consiglio di seguire il sito Sudanwarmonitor.com.

Ue e Regno Unito impongono sanzioni contro le reti che alimentano la guerra in Sudan. Leggi l'articolo su Africarivista.it.

Sempre su Africarivista.it due articoli evidenziano come in Sud Sudan, in particolare nello stato di Jonglei, gli operatori umanitari siano sotto attacco. Prima sono state attaccate due strutture sanitarie gestite da Medici Senza Frontiere; poi Save the Children ha dovuto sospendere le sue attività a Walgaka.

In India l'acqua pulita è ancora un privilegio per pochi, in quanto il 70% delle falde acquifere è contaminato. In questo interessante articolo su Lindipendente.online si racconta come l'acqua pulita sia talmente rara da essere diventata uno status simbolo per le classi più agiate del Paese.

A Milano iniziano le Olimpiadi invernali ma non finisce la strage delle morti dei senza fissa dimora; 6 dall'inizio dell'anno. Leggi l'articolo su Ilfattoquotidiano.it. 

Come anticipato nella mia rassegna stampa del 30 gennaio scorso, oggi i portuali di 21 porti del Mediterraneo scioperano contro il piano di riarmo europeo, contro questa folle corsa alla guerra e contro il genocidio in Palestina. Vai all'articolo dedicato su un blog de Ilfattoquotidiano.it.

In Italia quasi il 20% dei nuclei famigliari gravita gravita attorno alla soglia di povertà; il 14% delle persone che vivono da sole non può permettersi un pasto proteico con carne o pesce; dal 2014 al 2024 le persone aiutate dalla Caritas son aumentate del 62%. Sono questi alcuni dei dati del dossier presentato dall'Alleanza contro la povertà. Ne parla questo articolo su Ilfattoquotidiano.it. 

Proseguono gli attacchi illegittimi a livello di diritto internazionale da parte dell'esercito statunitense a navi con presunti carichi di droga nell'Oceano pacifico; sia il Congresso americano che diverse associazioni di difesa dei diritti umani hanno contestato la legittimità di questi attacchi ma l'amministrazione Trump va avanti per la sua strada adducendo appunto a pretesto la lotta contro il traffico di stupefacenti. E la scorsa settimana le famiglie di due vittime di questi attacchi hanno intentato una causa contro il governo americano per omicidio colposo e omicidio extragiudiziale. Vai all'articolo sul sito della CNN.

Sempre sul sito della CNN consiglio la lettura di questa interessante analisi sui problemi che l'Europa deve affrontare per affrancarsi dalla dipendenza nei confronti degli USA. 

Quando rimanere nella propria terra è un atto di resistenza e di libertà. Sul sito di Al Jazeera la storia degli anziani di Gaza, che non vogliono andarsene dalla loro terra per non permettere a Israele di costruire uno stato israeliano su una terra senza popolo. In una ricerca condotta da Amnesty International e HelpAge International emerge che il 76% degli anziani di Gaza intervistati vive in tende; l'84% afferma che le condizioni di vita mettono a repentaglio la loro condizione di salute e la loro privacy; il 68% è stato costretto a interrompere o a ridurre l'assunzione di farmaci per mancanza di disponibilità. Consiglio caldamente la lettura di questo articolo, che raccoglie anche la testimonianza di alcuni anziani di Gaza.

Ecco i motivi per cui forse è arrivato il momento di boicottare le aziende statunitensi, i prodotti made in USA e gli eventi organizzati dagli USA, come i prossimi mondiali di calcio. Ce li spiega Donald Earl Collins, docente presso l'American University di Washington DC, in questo articolo sul sito di Al Jazeera. A consigliare la lettura di questo articolo mi sento un po' in difficoltà perché per scrivere su questo blog utilizzo una piattaforma made in USA, e quindi posso passare per incoerente; ma per passare ad un'altra piattaforma da una parte dovrei buttare via i giorni di lavoro passati e dall'altra non conosco un'altra piattaforma di blog che possa competere qualitativamente con Blogger; se però qualcuno di voi conosce una valida piattaforma su cui posso traslocare tutto il lavoro fatto in questi giorni me la consigli... il consiglio sarà ben accetto. 

Ecco che fine fanno gli oppositori politici in Turchia. Leggi l'articolo su Ilfattoquotidiano.it. 

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