14 febbraio 2026

I presidenti delle Conferenze episcopali di Italia, Germania, Francia e Polonia invitano a costruire un'Europa solidale, umanista e aperta al mondo e a non ridurre l'Europa a un mercato economico.  Leggi l'articolo  su Vaticannews.va. Ancora su Vaticannews.va è possibile leggere l'intervista a Viktoria Proskunia, coordinatrice del progetto "Prepariamo bambini e giovani al futuro" organizzato da Caritas Odessa e che coinvolge 60 bambini ogni 6 mesi. In Ucraina la rete della Caritas locale gestisce 39 centri sociali per minori e oltre 51 "Spazi della felicità" nelle scuole, accogliendo così ogni anno oltre 26.000 bambini e i loro genitori.  Leggi l'intervista  in cui si spiegano quali sono le attività e gli obiettivi del progetto di Odessa. L'Office of Foreign Assets Control (OFAC), l'agenzia del dipartimento della giustizia statunitense responsabile dell'applicazione delle sanzioni economiche a Paesi esteri, ha concesso nuove licenze a...

11 febbraio 2026

In Myanmar (o Birmania) è in corso una guerra civile che va avanti dal 2021, anno in cui un colpo di stato militare ha rovesciato il governo di Aun San Su Kyi. Il conflitto fino ad oggi ha causato più di 53.000 vittime e provocato una gravissima crisi umanitaria con oltre 3 milioni di sfollati, su una popolazione totale di circa 55 milioni di abitanti, e più di 13 milioni di persone sono a rischio fame. A scontrarsi in questa guerra civile sono la giunta militare al potere (Tatmadaw) da una parte, e gruppi guidati da milizie delle minoranze etniche del Paese e dalle People's Defence Forces (PDF) del governo di unità nazionale (NUG) attualmente in esilio dall'altra. La giunta militare è appoggiata anche da Paesi esteri come India, Russia e Cina e controllerebbe solo il 20% del territorio birmano, mentre i gruppi ribelli controllerebbero il 50% del Paese. Sul sito Osservatoriodiritti.it ho trovato questo reportage fatto in Myanmar nel febbraio dell'anno scorso all'interno di uno dei gruppi che si ribellano alla giunta militare. 



Foto tratta da Wikipedia

Nella mia rassegna stampa del 9 febbraio ho scritto della guerra che sta devastando la Repubblica Democratica del Congo. Ebbene, in questi giorni Trump sta cercando di porre fine alla guerra facendo incontrare i due presidenti, quello congolese e quello ruandese. Ma la cosiddetta pax trumpiana risulta essere, qui in  Africa come altrove nel mondo, legata essenzialmente ad una strategia commerciale e d'investimento privato. Negli accordi proposti dal presidente statunitense non si parla della sicurezza degli esseri umani e delle comunità locali, che sono in pericolo costante; di libertà, di pace, di rispetto delle diverse identità etniche e religiose, del ripristino della giustizia e dei diritti umani violati, di tutto questo non c'è traccia. Lo denuncia il sito Vaticannews.va in questo articolo, che riporta anche le proteste di Casmia-G, un'associazione di lavoratori della provincia di Lualaba, che chiedono al governo di non cedere le miniere congolesi ai grandi poteri e di non accontentarsi dei loro scarti e delle briciole.

Sempre su Vaticannews.va viene riportata la notizia dell'approvazione finale delle nuove regole sulla procedura d'asilo per i migranti da parte del Parlamento europeo, con il voto favorevole dei parlamentari del partito popolare e di quelli dell'estrema destra. Numerose associazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti umani criticano fortemente queste nuove regole, che istituiscono una lista comune europea di Paesi terzi sicuri (che include per esempio anche Paesi che non rispettano i diritti umani come Tunisia ed Egitto); per i cittadini provenienti da questi Paesi addirittura si ribalta l'onere della prova sui richiedenti asilo, che devono dimostrare, con cause costose e rischiose, l'esistenza di un rischio personale di persecuzione o di gravi danni in caso di rimpatrio; inoltre le nuove regole stabiliscono che le domande di richiesta d'asilo possono essere trasferite in questi Paesi "sicuri" anche nel caso che i migranti si trovino già su suolo europeo. Insomma è evidente nella nuova strategia europea sui migranti il passaggio a dir poco negativo da una logica di accoglienza ad una di respingimento sempre più veloce e sempre più facilitato. Che tristezza! Leggi l'articolo su Vaticannews.va.

Sempre su Vaticannews.va la bella notizia che 117 palestinesi bisognosi di cure mediche sono arrivati in Italia per potersi curare e vivere momenti di serenità una volta fuggiti dall'orrore della guerra. Leggi l'articolo

Delle oltre 72.000 vittime palestinesi degli attacchi dell'esercito israeliano dall'inizio della guerra a Gaza fino ad oggi, 2.842 sono state uccise dalle bombe termiche o termobariche made in USA,  che fanno sparire i corpi senza lasciare traccia; si tratta di bombe in grado di generare temperature superiori a 3.500 gradi Celsius e vietate dal diritto internazionale. Leggi l'articolo su Ilfattoquotidiano.it. 

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